martedì 20 settembre 2011

Si stampano soldi come fossero coriandoli... Banche a gogò

"La dama della luna" di Franco Farina


Cinque delle principali banche centrali al mondo condurranno un piano coordinato che offrira' liquidita' illimitata in dollari al sistema finanziaria entro la fine dell'anno attraverso tre diverse operazioni. Lo annuncia la Bce in una nota, da cui si evince che non c'e' limite all'azione di sostegno.ᅵ


La misura a sorpresa, a cui parteciperanno Federal Reserve, Banca d'Inghilterra, Banca del Giappone, Bce e Banca nazionale elvetica, ha l'obiettivo di contrastare la carenza di dollari delle banche e aziende europee e arriva pertanto come una boccata d'ossigeno per quegli istituti che facevano fatica a reperire biglietti verdi sui mercati.


Le borse europee e Wall Street volano in rialzo, con Piazza Affari che guadagna circa il 4%. Le altre piazze finanziarie del continente accelerano di oltre il 3%. L'euro e' arrivato sopra $1,39. I titoli bancari spiccano il volo. Alle 15,45 italiane BNP Paribas fa segnare un rialzo del 12%, Societe Generale e Credit Agricole di oltre il 6%. Anche altre banche europee sono in forte aumento: Deutsche Bank guadagna il 7%, Barclays il 5% e Credit Suisse il 5%. Unicredi fa +7%, anche Intesa e' ben comprata. I Treasuries cedono invece terreno spingendo il rendimento sul decennale dei bond Usa ai massimi di tre settimane.ᅵ


Dicendosi disponibili a garantire liquidita' in dollari, il messaggio che mandano le autorita' e' che non ci sono problemi cosi' gravi come si possa pensare a livello di sistema finanziario. Lo scopo e' alleviare le speculazioni che hanno interessto le banche europee in difficolta', in particolare BNP Paribas e i gruppi concorrenti francesi.

Allo stesso tempo le misure straordinarie sono la dimostrazione che le banche hanno bisogno di finanziamenti che non riescono piu' trovare sul mercato. Tradotto: e' un sollievo solo sul breve termine. Le iniziative intraprese vanno nella direzione giusta, dando nuovo ossigeno ai mercati, in particolare l'azionario, ma in un secondo momento sara' necessario vedere miglioramenti anche livello di fondamentali.

Alcuni analisti restano pessimisti, come Chris Scicluna, vice direttore economic research di Daiwa Capital Markets Europe, che a Bloomberg dice: "questa operazione si occupa di affrontare un piccolo problema che ha il mercato al momento. Ma fintanto che non ci sara' una risposta di piu' vasta portata alla crisi del debito sovrano, le turbolenze del settore bancario europeo continueranno".

Le banche otterranno liquidita' in dollari a un tasso di interesse vantaggioso, che sara' fisso e che sara' in linea con i valori di mercato. Le operazioni della Bce saranno condotte sulla base di aste che si terranno il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre.


Le notizie sono piaciute al mercato perche' le misure garantiranno di riassoribire quelle tensioni che si erano intensificate negli ultimi tempi circa i pagamenti degli istituti di credito.ᅵ


Il piano annunciato oggi e' una piacevole sorpresa - riferiscono gli analisti - e possono chiarire che sul fronte della liquidita' non ci sono problemi e che le banche non hanno problemi ad approvvigionarsi dopo che alcuni fondi, in particolare in Usa, hanno mostrato una certa riluttanza a fornire liquidita' alle banche europee. Si allenta cosi' anche la tensione tra le due sponde dell'Atlantico.

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Commento di Centrofondi

Ma come !!!!!!!!!! uno dei motivi per cui fu tolta la sovranità di emettere moneta in proprio era proprio quello di non stamparne a volontà (per evitare inflazionee) e adesso loro lo possono fare!!!!!!!!!!!!!
Ma dai Loro si e gli stati no!!!!!!!!!
no lo so ma qualcosa non torna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (orna) (orna) (orna


(Fonte Mercati e Borse)

lunedì 19 settembre 2011

Organizzazione Mondiale della Sanità e le onde wireless ammazzacristiani



Traduzione dell'articolo 'Wi-fi refugees' shelter in West Virginia mountains scritto da By Jane O'Brien e Matt Danzico, e pubblicato sul sito della BBC il 13 settembre 2011, che fornisce ulteriori prove e ragguagli sulla pericolosità delle radiazioni emesse da wi-fi, telefoni celullari e simili tecnologie senza fili.

Per chi conosce l'inglese è vivamente consigliato la visione del video presente sulla pagina dell'articolo originale della BBC; la testimonianza di quelle persone che vivono sulla propria pelle questo dramma è sinceramente commovente. Con quale coraggio i nostri ministri vogliono portare il wi-fi in tutte le scuole?

Rifugiati dal wi-fi trovano riparo nelle montagne della Virginia dell'Ovest
Dozzine di statunitensi che affermano di soffrire di malattie causate dal wi-fi e dai telefoni cellulari si sono spostati nella città di Green Bank, nel West Virginia

Ci sono cinque miliardi di contratti per telefoni cellulari nel mondo ed i progressi nella tecnologia wireless rende sempre più difficile scappare all'influenza dei portatili. Ma mentre gli americani sembrano abbracciare la connettività continua qualcuno è convinto di essersi ammalato proprio a causa sua.
Diane Schou non è capace di trattenere le lacrime mentre descrive come una volta lei viveva in una gabbia schermata per proteggersi dalle radiazioni elettromagnetiche della comunicazione senza fili.

"E' una cosa orribile dover essere prigioniera" afferma. "Tu diventi un lebbroso tecnologico perché non puoi stare vicino alle persone. Non sei tu ad essere contagioso per loro - ma è quello che loro stanno portando che è pericoloso per te."
La signora Schou appartiene a quel 5% di statunitensi che affermano di soffrire di Ipersensitività Elettromagnetica (EHS), che secondo loro è causata dall'esposizione ai campi elettromagnetici tipicamente creati dai cellulari, dal wi-fi e da altri congegni elettronici.

Nascondersi in una gabbia

I sintomi variano dal mal di testa acuto, al bruciore alla pelle, agli spasmi muscolari al dolore cronico.
"La mia faccia diventa rossa, mi viene il mal di testa, la mia capacità visiva si altera, e fa male a pensare. L'ultima volta [che sono stata esposta] ho iniziato a sentire male al petto - e per questo è diventato qualcosa che mette a repentaglio la mia vita" dice la signora Schou.

Per alleviarle il dolore suo marito le ha costruito uno spazio isolato dove vivere noto come "gabbia di Faraday".

Egli ha coperto una struttura di legno con due strati di rete metallica ed una porta che si poteva chiudere ermeticamente per prevenire l'ingresso delle onde.
Diane ha passato la maggior parte del suo tempo lì dentro, dormendo su un doppio materasso posto su una base di compensato.

"Almeno potevo vedere mio marito al di fuori, gli potevo parlare".
Diane crede che la sua malattia sia stata innescata dalle emissioni di un traliccio per telefonia mobile.
I suoi sintomi erano così acuti che lei ha abbandonato la sua fattoria nello stati dello Iowa e si è spostata a Green Bank, in West Virginia - un piccolo villaggio di 143 residenti nel cuore dei Monti Allegheny [catena facente parte degli Appalachi centro orientali - N.d.T.].

Tecnologia wireless fuorilegge
Green Bank è parte della Zona Di Quiete Radio degli Sati uniti, dove la trasmissione senza fili è proibita in tutta una zona di 33.000 chilometri quadrati per impedire che quelle trasmissioni interferiscano con una serie di radio telescopi nell'area.

Il più grande è di proprietà dell'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (National Radio Astronomy Observatory) e permette agli scienziati di ascoltare segnali di basso livello che provengono da diverse zone dell'universo.
Altri sono utilizzati dall'esercito degli Stati Uniti e costituiscono un elemento portante della rete di spionaggio governativo.

Come risultato del blackout radio, la Zona di Quiete è divenuta un paradiso per persone come Diane, disperavano di riuscire ad andar lontano da queste tecnologie senza fili.

"Vivere qui mi permette di essere più o meno una persona normale . Posso stare all'aperto,. Non devo stare nascosta in una gabbia di Faraday. Posso vedere l'alba posso vedere le stelle di notte, posso stare sotto la pioggia.
"Qui a Green Bank posso stare insieme ad altre persone. La gente qui non porta telefonini così posso socializzare.

"Posso andare in chiesa, posso andare ad alcune cerimonie, posso stare con la gente. Non potevo farlo quando ero costretta a stare dentro la gabbia di Faraday."
Ma la Ipersensitività Elettromagnetica non è riconosciuta dalla sanità Statunitense.
'Condizione' discussa

L'associazione wireless, CTIA, afferma che c'è un'evidenza scientifica schiacciante che mostra come i dispositivi wireless, operanti entro i limiti stabiliti dal governo, non causano rischi alla salute pubblica nè causano alcun effetto avverso alla salute.

E l'Organizzazione Mondiale della Sanità, mentre riconosce che i sintomi sono genuini e che possono essere gravi, afferma: "L'Ipersensitività Elettromagnetica non ha criteri diagnostici ben precisi e non c'è nessuna base scientifica che lega i sintomi di tale sindrome all'esposizione ai campi elettromagnetici. Inoltre la sindrome non rappresenta una diagnosi medica, né è chiaro che essa rappresenti un singolo problema medico."
Tuttavia, la nuova ricerca degli scienziati dell'università statale della Louisiana pubblicata sul giornale Internazionale di Neuroscienze (International Journal of Neuroscience), afferma che l'Ipersensitività Elettromagnetica può essere causata da campi elettromagnetici ambientali a bassa frequenza.

"Lo studio fornisce una prova diretta che collega i sintomi umani coi fattori ambientali , in questo caso le onde elettromagnetiche" afferma il Dottor Andrew Marino, un professore di neurologia che ha condotto lo studio.
"E' uno spartiacque riguardo a tale questione. Non ci sono stati studi precedenti che dimostrassero in maniera scientifica se i campi elettromagnetici ambientali potessero causare dei sintomi nell'uomo.
"Ed i sintomi sono importanti perché essi sono il primo passo che mostra come le onde elettromagnetiche producano malattia nell'uomo."
Gli scienziati hanno condotto una serie di test su una dottoressa di 35 anni che aveva diagnosticato a se stessa l'Ipersensitività Elettromagnetica.

Lei restava seduta su una sedia di legno un voltaggio veniva applicato ad impulsi per 90 secondi a delle placche di metallo per creare una serie di campi magnetici. Alla donna è stato chiesto di descrivere i suoi sintomi dopo ogni esposizione e dopo alcune finte esposizioni inserite casualmente nel corso delle quali, senza che lei lo sapesse, non veniva applicato alcun voltaggio.

Lei ha segnalato mal di testa, dolore e spasmi muscolari durante le esposizioni reali e nessun sintomo durante la maggior parte delle esposizioni fittizie.
Gli scienziati hanno concluso che una tale correlazione non può essere attribuita al caso.

Ma altri esperti sono in disaccordo e non credono che esista un tale legame [tra onde elettromagnetiche e malattia].
'Ignoranza' tecnologica
Bob Park è un professore di fisica dell'università del Maryland.
Egli afferma che la radiazione emessa dal wi-fi è semplicemente troppo debole per causare il tipo di cambiamenti nella chimica del corpo che potrebbe rendere malate le persone [forse dovrebbe studiare un po' di più alcuni argomenti di biologia prima di esprimersi con tale sicumera - N.d.T.].

"Il problema più grosso che incontriamo nella nostra società, portato dal cambiamento tecnologico è che la gente ha davvero poca istruzione" agli afferma.
"Ci sono molte cose che le persone hanno bisogna di imparare e non le stanno imparando. La cosa che le sta uccidendo è l'ignoranza."
La settantenne Nichols Fox dice che lei comprende tale scetticismo - le ci sono voluti diversi anni prima che si convincesse che il dolore e la fatica che la stavano debilitando fossero causati dalle radiazioni elettromagnetiche emesse dal suo computer.

"Verso la fine della mia vita normale, quando ancora potevo guardare la televisione, potevo realmente accendere e spegnere il mio dolore col telecomando" lei afferma. "Era un'associazione così incredibilmente chiara che non c'era modo di negarla."

I suoi sintomi sono così gravi che lei si è isolata quasi del tutto, vivendo in una casa remota circondata da campi e da boschi appena al di fuori della Zona di Quiete. Lei afferma che anche i bassi livelli di campi elettromagnetici generati in quel posto influiscono negativamente sulla propria salute..
Lei usa raramente l'elettricità - il suo frigorifero funziona grazie al gas, la luce viene da lampade a cherosene ed una stufa a legna le fornisce la maggior parte del calore.

Un termostato è regolato in maniera tale da accendere dei riscaldatori elettrici se la temperatura cade al di sotto di un livello che la metterebbe a pericolo di ipotermia.

"E' così importante che la gente comprenda che questa è una forma di disabilità molto seria, che cambia la tua vita. Essa porta a morire prima - lei afferma - non ho assolutamente alcun dubbio riguardo a questo e penso che sia una brutta cosa il fatto che non venga riconosciuto".
Ma persino in questa zona isolata dell'America, l'incursione della tecnologia wireless è incessante. E' stata dato il permesso di costruire una torre per antenne per telefonia mobile a poche miglia dalla sua casa, e Nichols dice che dovrà spostarsi.

"Sto diventando vecchia e realmente non so dove andrò o cosa farò" dice. "E' davvero una cosa che quasi mi spaventa."

sabato 17 settembre 2011

La paura del contagio e sua strumentalizzazione da parte della "medicina" farmaceutica ufficiale....

"..capra che non si fida" - Foto di Gustavo Piccinini

Sulla faccenda del contagio e del virus si continua a sentire gente che parla in continuazione di contagio e di sterilizzazione, come si trattasse di pane e marmellata, di cose cioè esistenti davvero.

Vi figurate l'effetto che può avere una frase del tipo Non è giusto parlare di virus vivo e di contagio, perché non esistono.(…) La paura e l'isteria sono contagiosi. In quel senso sì che esiste il contagio, innescato da un virus che si chiama ignoranza ed imbecillità, demenza scientifica.(…)

Sta circolando su Internet la Teoria dell'origine virale delle malattie (Theory about the viral origin of disease) che il College of Practical Homeopathy ha estratto nel 2005 dal testo Exposing the Myth of Germ Theory (Il mito svelato della teoria dei germi) di Arthur M. Baker.

L'articolo nella versione italiana ha per titolo Vaccini contro il nulla, ed è stato tradotto e firmato brillantemente da Gianluca Freda.
Lo ha pure ripreso un'altra firma importante di Internet, quella di Medicinanon di Luciano Gianazza, pure impegnata nel campo virologico in questi tempi di assurde invenzioni epidemiche.(…)

Nei virus non ci sono enzimi e non c'è vita, proprio come nei cibi cotti(…)
I virus non sono altro se non molecole di Dna e proteine, prive totalmente di enzimi.
Sappiamo che, dove non ci sono enzimi non c'è vita, né speranza di vita.(…)
Non essendo vivi, i virus non possono agire in nessuno dei modi loro attribuiti dalle autorità mediche.

I mitocondri, piccoli forni che bruciano glucosio e ci regalano ATP


Chiunque abbia studiato la struttura della cellula, in citologia, sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti al suo interno è rappresentata dai mitocondri, i piccoli forni erogatori della nostra energia, i quali metabolizzano e bruciano glucosio e riconsegnano al corpo molecole di ATP (adenosina trifosfato), che formano una riserva energetico-calorica dalla quale il corpo attinge in continuazione in un processo costante ed ininterrotto che dura fino alla nostra morte corporale.(…)


In ogni cellula ci sono dai 1000 ai 30 mila ed oltre mitocontri.
Visto che l'intero corpo umano è dotato di 75-100 trilioni di cellule, risulta che abbiamo in tutto quadrilioni o quintilioni di mitocondri.

Interessante vedere dunque cosa succede alla morte di ogni cellula, dal momento che ce ne muoiono in continuazione da 300 milioni ad oltre 500 miliardi al giorno, a seconda del nostro grado di tossicità e dei nostri sprechi emotivi ed energetici, a seconda delle nostre leucocitosi e dei nostri avvelenamenti da carne e da proteine animali.

Quando le cellule muoiono, vengono distrutte dai lisozomi, potenti enzimi intracellulari autodistruggenti ed auto digerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultraminute, affinché il corpo possa prontamente riciclarle (recuperando il ferro, ad esempio) o espellerle come scarti virali-cellulari.(…)

Ma i nuclei ed i genomi dei mitocondri sono difesi assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari, per cui non si decompongono completamente.
Nuclei e genomi si presentano come microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti di acidi nucleici Dna (a doppia elica) e Rna (a singola elica), protetti da una guaina proteica detta capside, a doppi lipidi e doppie membrane.

Un virus può dunque definirsi come una parte minima di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di cellula.
Virus dunque come resto cadaverale di materiale vivente, come residuo di cellule esauste, come detrito cellulare, o ancora più specificamente pulviscolo mitocondriale.

La reticenza e l'omertà scientifica, la paura dei biologi di essere chiari e dettagliati.

E' sorprendente, scandaloso, incredibile, che i ricercatori non riescano, o non vogliano, o non possano, dire e scrivere tutto questo in piena libertà e chiarezza, riconoscendo questi corpi per ciò che sono nella realtà, cioè generico materiale mitocondriale azzerato ed esausto, ovvero frammenti innocui di Dna e Rna.

In effetti, i microbiologi non hanno timore a sottoscrivere quanto sopra, e a riconoscere che i virus sono polvere cadaverica di Dna rivestita da membrane lipido-proteiche, anche se spesso non possiedono l'illuminazione e la coerenza indispensabili a fare un passetto più avanti, che è quello di comprendere e spiegare la loro origine.

Qui subentra una sorta di reticenza, di timore di essere smentiti, di omertà scientifica.

Più disinvolti e divertenti i medici, incapaci di guarire una singola malattia, ma capacissimi di resuscitare i morti(…), trasformano in piena allegria i "virus" morti e sepolti in mostriciattoli viventi(…); non hanno difficoltà ad attribuire erroneamente a questi inerti residui cellulari il carattere della vitalità e della malignità.

Ma i genomi, oltre che essere morti, sono ex-meccanismi di controllo disintegrati, e non microrganismi completi. E' pertanto doppiamente assurdo e doppiamente demenziale che possano causare delle malattie, a meno che essi non si accumulino come impurità capaci di intasare, impedire, inquinare, interrompere il lavoro delle cellule e della circolazione.


I presunti virus-killer non sono altro che cellule in fase appropriativa.
Le fotografie dei presunti virus-killer che si vorrebbero far credere in fase iniettativa nei confronti di altrettante cellule-sacrificali, sono in realtà dei clamorosi falsi interpretativi.

Esse mostrano in realtà la cellula che sta letteralmente inghiottendo il virus o meglio la scoria proteinacea. Si forma allora un'incavatura, detta invaginario, e il materiale organico viene circondato dalla sostanza cellulare che poi si rinchiude, formando una protuberanza improvvisata in cui il virus scompare.

Lo stomaco si riempie allora di potenti enzimi lisozomici che digeriscono il materiale organico, frantumandolo in aminoacidi ovvero in acidi grassi adatti al riciclaggio e all'eliminazione.(…)

Questo processo è una caratteristica della fisiologia cellulare nota come fagocitosi (ovvero cannibalismo cellulare), ed è un normale processo di ingestione cellulare e digestione enzimatica di batteri, scorie di tessuti ed altre cellule erratiche.

Le foto nelle quali si asserisce di mostrare dei virus in azione sono dunque vere e proprie frodi per bambini scemi, come quelle usate per l'Aids (vedi ad esempio foto del retrovirus Hiv al http://it.wikipedia.org/wiki/Retrovirus).

Ciò che mostrano in realtà è un ordinario processo fisiologico di fagocitosi che avviene miliardi di volte ogni giorno all'interno del corpo umano.(…)

Occorre dunque ricordare che:

I virus non posiedono metabolismo (non mangiano, non orinano e non defecano)
I virus non possiedono capacità di movimento o di trasporto (…)
I virus non possiedono capacità di replicazione o riproduzione (…).
I virus allora, per riprodursi, dovrebbero ricorrere alla moltiplicazione attraverso un organismo ospite, ma questa è una cosa assurda ed inaudita in campo biologico.
Non esiste in natura un solo esempio di un organismo vivente costretto a riprodurre un UFO esterno

I medici, nelle loro fantasiose spiegazioni sulle malattie virali, ci chiedono di credere alla riproduzione obbligata, dove un organismo (la cellula) è costretta a riprodurre un organismo alieno (un UFO chiamato virus). Ma essi ignorano o dimenticano che in natura non esiste alcun esempio di essere vivente che riproduca qualcosa di esterno e non appartenente alla propria specie.
Senza poi contare che il rapporto dimensionale tra il virus e la cellula non è di un decimo o di un millesimo o di un milionesimo, ma di un miliardesimo.


L'utilizzo di farmaci e di vaccini scassa il sistema immunitario dandogli triplo lavoro.
L'eliminazione delle nuove sostanze dannose ingerite assume la precedenza su quella delle sostanze che stanno alla base della crisi in atto.

In pratica, dare un farmaco o iniettare un vaccino significa sospendere la crisi espulsiva in atto, guidata intelligentemente dal sistema immunitario. Triplo lavoro per quest'ultimo che, prima deve spazzar via le porcherie pericolose dei vaccini, e poi riprendere il suo compito dove l'aveva lasciato, faticando come un cane bastonato e triplicando i tempi di recupero salute.

La prassi medica di uccidere i germi con farmaci, antibiotici, antinfiammatori, o di sopprimerne l'attività con appositi sieri, è solo causa di crescente degenerazione umana e di malattie iatrogeniche.
Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo di malattia è debilitante e faticoso, ma rimane di vitale importanza per la preservazione della vita e della salute.

L'invenzione scimunita del contagio



Le molecole contagiose sono tutte una barbara invenzione.
Nessuno al mondo può passare ad altri la sua malattia, non più di quanto può passare ad altri la propria salute. Non siamo dei vasi comunicanti.

Qualcosa di simile al contagio sembra avvenire quando una persona, in condizioni gravemente tossiche, viene messa in contatto con un'altra che si trovi all'incirca nelle medesime condizioni, attivando con effetto grilletto una crisi comunque risanante ed utile.
Ma anche qui niente contagio e solo attivazione, dove ognuno si tiene il suo.

Il contagio è scientificamente impossibile.
Nessuno al mondo è in grado di provare una corbelleria di quel genere.

Il contagio non esiste. Gli unici agenti in grado di produrre malattie sono le abitudini nocive e stressanti, come l'uso di alcol, caffè, sigarette, farmaci, vitamine sintetiche, integratori minerali, cibi-spazzatura, cibi-cotti, cibi inscatolati, bevande gassate e dolcificate, scarsità di riposo, mancanza di esercizio e di luce solare, mancanza di etica e di pensieri elevati, mancanza di spiritualità, mancanza di sesso, mancanza d'amore, mancanza di interessi per il prossimo e per gli animali.

L'esistenza di un ambiente inquinato, di un suolo suscettibile, è prerequisito affinché un'azione batterica avvenga.

Non è possibile trasmettere ad altri il proprio carico di tossicità, a meno che esso non venga pompato fuori e succhiato completamente dal nostro corpo e poi iniettato in massa ad altra persona, come potrebbe accadere solo in un'immaginaria trasfusione totale, degna dei migliori cartoni televisivi giapponesi.

Lo scienziato più esperto del settore rimane Robert Koch, che ha formulato leggi precise ed inequivocabili. Ma i monatti lo hanno insabbiato come spione di tutti i loro segreti.

Il concetto di contagio è strettamente collegato a quello, ugualmente erroneo, di predisposizione.

Non sono i germi a provocare le malattie. Se davvero così fosse, tutti si ammalerebbero.
In realtà, un soggetto predisposto non è altro che una persona che possiede un alto livello di tossicità nell'organismo, e che ha pure sufficiente vitalità per condurre un processo di malattia/purificazione. Tale persona può ammalarsi in qualsiasi momento, indipendentemente dalla situazione sanitaria esistente intorno a lei.

Le vere malattie contagiose sono quelle definite non-contagiose


Le vere epidemie sono quelle non-contagiose, come l'arteriosclerosi (oltre il 90%), l'obesità e la costipazione (1 su 3), i problemi oculari (2 su 3), le patologie dentarie (99%), i problemi cardiovascolari (1 su 3), la pressione sanguigna anormale, l'artrite, l'asma.


L'ultima, non contagiosa, è la sindrome cosiddetta Aids, che raccoglie diverse situazioni di esaurimento e che colpisce 1 su 10 mila persone, ma su cui si è fatto un baccano del diavolo da parte dei vampiri-monatti, per succhiare miliardi su miliardi alle casse statali dei vari paesi.
Il contagio è una bufala clamorosa smentita in continuazione.(…)
Anche le malattie veneree, incluso lo scolo e la sifilide, non sono per nulla contagiose, ma vengono mantenute ufficialmente tali dai sessuologi per pura convenienza economica.(…)

La Marina degli Stati Uniti ne sa qualcosa. Vennero prese venti prostitute infettate di sifilide dalla vagina agli occhi, e si tennero in convivenza pianificata con un gruppo di marines per diversi giorni, i quali con sorpresa generale non si ammalarono per niente.

Allo stesso modo inverso, molta gente casta sviluppa infezioni genitali a ripetizione (vedi bambini, vedi monache di clausura). Anche qui il concetto di contagio rimane medicalmente indimostrato, nonostante i pregiudizi e le apparenze. I fattori di contagio (batteri e virus) sono presenti in eccedenza solo in quanto effetto di precedente malattia avviata, senza esserne né causa, né presupposto, né complicazione. Tant'è che il 20% di coloro che soffrono di malattie veneree non rivelano presenza di gonococco, né degli spirocheti che dovrebbero provocarla.(…)

Fondamentalmente, l'accettazione della teoria del contagio presuppone l'accettazione della teoria dei germi come causa di malattia. Ma questa teoria dei germi è stata smentita regolarmente in continuazione da tutti i maggiori scienziati. Persino Pasteur ammise alla fine la sua insostenibilità.

In sostanza, la popolazione crede a ciò che l'establishment medico vuole che essa creda.
La teoria del contagio serve solo a tenere alta e calda la domanda di farmaci, di vaccini, di cure mediche ed ospedaliere.

La vera vaccinazione è di tipo etico e culturale.



Ribadiamo, con Rudolf Steiner, che la buona salute dipende dal rapporto armonico tra corpo fisico, eterico, spirituale ed egocentrico, una realtà concreta e sovrapposta di etere e di aurea, dove le inoculazioni non hanno nessuna funzione se non quella di arrecare disturbo. E ribadiamo con Leonardo che devi imparare a mantenere la salute, e non a curare la tua malattia.

Rispettare se stessi e il prossimo, rispettare i virus e i batteri, rispettare il sistema immunitario. Questa è la vera vaccinazione indispensabile, da operarsi esclusivamente con gli strumenti della cultura e dell'etica.

Il vuduismo e la superstizione lasciamoli pure ai luminari di un'inesistente scienza medica, e a tutte quelle autorità che sono ostaggio e serve dei peggiori criminali di alto lignaggio in circolazione.


Dr. Valdo Vaccaro

Giovanni Malatesta: "La tutela dell'ambiente non può essere scissa dall'uomo..."




Aver posto l'ambiente al centro anzichè l'uomo è il grande errore - verrebbe da dire il peccato, perchè si tratta di un errore consapevole - dell'ambientalismo, che diventa puntello ideologico di tutta una serie di opzioni che sono oggettivamente contro l'uomo.

Una di queste scelte è stata quella, ad esempio, di scindere la responsabilità del controllo dell'inquinamento (quello vero) da quello della salute. In questo modo è stata del tutto depotenziata la possibilità di intervento dei servizi di prevenzione sanitaria nei confronti delle industrie inquinanti (e come tali dannose per la salute umana), attribuendo invece il compito del "monitoraggio" ambientale, scisso dalle sue finalità di tutela della salute, alle agenzie per l'ambiente, messe sotto il controllo politico, controllo che è stato esteso, del resto, anche al servizio sanitario attraverso i meccanismi di nomina dei suoi dirigenti.

Avviene così che industrie responsabili di diffusione nell'aria o nell'acqua o nel cibo di pericolosi cancerogeni o di altre sostanze altamente tossiche e, quel che peggio, persistenti, vengano al più ritenute responsabili di "danno ambientale" e non di tentato omicidio o attentato alla salute. Il nostro ambiente di vita è stato e continua ad essere trasformato in un pericolosissimo terreno minato, al punto che oggi una persona su due, indipendentemente dal sesso, ha la probabilità di mettere un piede su una mina e di beccarsi una diagnosi di cancro, per non contare poi tutti quelli che si ammalano di altre malattie cronico-degenerative direttamente collegabili all'inquinamento ambientale.

Se invece di pensare alla "pericolosissima" CO2 emessa dai tubi di scappamento delle auto, pensassimo un pò più al benzene (additivo della benzina "verde") o al benzo(a)pirene (due cancerogeni certi per l'uomo) a all'altra miriade di inquinanti tossici, genotossici, mutageni, cancerogeni che escono sì dai tubi di scappamento ma anche dalle ciminiere, forse la nostra salute ne guadagnerebbe. Non ne guadagnerebbe di sicuro, però, il grande business che ruota attorno alla cura delle malattie, guarda caso controllato da quelle stesse grandi corporation che producono quella pletora di sostanze pericolose per la salute che vengono immesse sul mercato e che da questo, attraverso l'ambiente o il cibo, arrivano all'uomo.

Tutelando autenticamente la vita e la salute umana, verrebbe tutelato anche l'ambiente, che di tale vita e di tale salute è un determinante fondamentale. Una tutela dell'ambiente che prescinda dalla salvaguardia della salute e delle condizioni di vita dell'uomo è solo un grande inganno il cui effetto non è sicuramente quello di proteggere l'ambiente, ma quello di tutelare potere e profitti di qualcuno.

(Tra parentesi: mentre molte sostanze prodotte artificiamente volutamente o come sottoprodotti indesiderati e poi diffuse in ambiente sono persistenti e difficilmente eliminabili una volta diffuse, la CO2 non è affatto persistente in natura: tutta la biochimica vegetale è uno straordinario "spazzino" di CO2. Altro che bruciare biomasse per produrre energia!)

Cordialmente,

Giovanni Malatesta

venerdì 16 settembre 2011

Abolizione dei privilegi fiscali della chiesa cattolica... Prosegue la lotta dei laici



In occasione della manovra finanziaria appena approvata, sono stati riproposti dai deputati radicali emendamenti ed ordini del giorno che avevamo presentato sin dal 2006.

È infatti dal 2006 che prosegue la lotta per l'abolizione dei privilegi fiscali, iniziata con il deposito di una denuncia alla Commissione europea perché sia abolita la legge italiana che consente riduzioni ed esenzioni fiscali per attività commerciali da parte di enti senza fini di lucro. Questo perché fare "sconti" è in violazione delle direttive europee sugli aiuti di stato e si traduce in concorrenza sleale.

Se il Parlamento dorme... la Commissione europea sonnecchia, ed ha provato a chiudere definitivamente gli occhi sulle leggi italiane che violano il diritto europeo. Ma non ci sono riusciti: entro dicembre dovranno dire una parola definitiva. Se la parola sarà improntata al rispetto della legge, l'Italia dovrà cancellare riduzioni ed esenzioni; se invece la Commissione vorrà appellarsi alla convenienza politica, porteremo la Commissione e l'Italia davanti alla Corte di giustizia europea: la prima per non aver fatto il suo dovere, la seconda per violazione del diritto comunitario.

Grazie al duro e impagabile lavoro dell'avvocato Claudio Zaza, a seguito del pignoramento presso la Banca d'Italia sono arrivati i primi assegni ai precari che abbiamo assistito davanti al giudice del lavoro per discriminazione salariale nei confronti dei precari di religione. Per decenni i sindacati hanno accettato tutto questo in religioso silenzio. È bastato un laico "il re è nudo" perché in migliaia presentassero il ricorso al giudice del lavoro.

I prossimi appuntamenti sono:

venerdì 17 settembre LONDRA - ore 10:30 Temple Place on Victoria Embankment
marcia "FOR A SECULAR EUROPE – no vatican interference" alla quale parteciperanno tra gli altri Carlo Pontesilli e Michele De Lucia, Segretario e Tesoriere di Anticlericale.net; Maurizio Turco, Presidente di Anticlericale.net, deputato radicale e già deputato europeo. Interverrà Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale.



Manifestazione a Roma

Martedì 20 settembre ROMA - ore 11 Via IV Novembre
"La legge è uguale per tutti? Stop alle leggi fiscali di favore! Stati Uniti d'Europa subito"
Conferenza Stampa davanti alla rappresentanza dell'Unione europea con Carlo Pontesilli, Michele De Lucia, Maurizio Turco.

Grazie, a presto

Carlo Pontesilli, Michele De Lucia, Maurizio Turco

giovedì 15 settembre 2011

Enrico Mattei, l’unica persona al mondo che ha osato sfidare le potentissime “Sette Sorelle” del petrolio

"Angelo scuro" - Dipinto di Franco Farina


Enrico Mattei, l’unica persona al mondo che ha osato sfidare le potentissime “Sette Sorelle” del petrolio. Ed il 27 ottobre 1962 è stato assassinato.

Ecco le Corporation anglo-americane sicuramente co-interessate: Standard Oil of New Jersey (statunitense, oggi Exxon-Mobil), Royal Dutch Shell(anglo-olandese, rimasta Shell), Anglo Persian Oil (britannica, oggi BP), Standard Oil of New York (statunitense, oggi Chevron-Texaco),Socony (statunitense, oggi Chevron-Texaco), Standard Oil of California (statunitense, oggi Chevron-Texaco), Gulf Oil (statunitense, oggiChevron-Texaco)

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Chi ha ucciso Enrico Mattei?

Enrico Mattei fu assassinato, il suo caso insabbiato, i testimoni messi a tacere. Ma una cosa è certa: l’aereo su cui viaggiava il presidente dell’ENI e che cadde la sera del 27 ottobre 1962 a Bascapé, alle porte di Milano, fu sabotato.

Era un uomo che dava molto fastidio. La strategia di Mattei era volta a spezzare il monopolio delle “sette sorelle”, non soltanto per il tornaconto del nostro ente petrolifero, ma anche per stabilire rapporti nuovi tra i paesi industrializzati e i fornitori di materie prime.
Una strategia semplicemente inaccettabile per le grandi compagnie petrolifere che si spartiscono le ricchezze del mondo.

Dall’inchiesta della Procura di Pavia, riaperta a metà degli anni ‘90, risulta inoltre evidente che l’insabbiamento di quel crimine fu diretto dai vertici dei servizi. Per il sostituto procuratore di Pavia Vincenzo Calia il fondatore dell’ENI fu “inequivocabilmente” vittima di un attentato. Vincenzo Calia giunge vicino alla soluzione del caso e formula l’ipotesi dell’attentato, ma non può provarla. Scrive Calia: “L’esecuzione dell’attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell’ente petrolifero di Stato”. Calia ha dimostrato che l’esplosione che abbatté il bimotore Morane-Saulnier su cui viaggiavano il presidente dell’ENI, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale fu causata da una bomba collocata nel carrello d’atterraggio del velivolo. Le prove contenute nelle 208 pagine del fascicolo dimostrano anche che l’inchiesta del 1962, presieduta dal generale dell’Aeronautica Ercole Savi, conclusasi dichiarando l’impossibilità di “accertare la causa” del disastro, fu in realtà un mostruoso insabbiamento.

Finora davanti alla sbarra è finito soltanto un contadino di Bascapé, Mario Ronchi, accusato di “favoreggiamento personale aggravato”. Secondo l’accusa vide l’aereo di Mattei esplodere in volo, rilasciò alcune interviste in questo senso a diversi organi di stampa e alla Rai e poi… si rimangiò tutto. Chi ha sabotato l’aereo? Chi sono i mandanti? Il pubblico ministero Calia non riesce ad accertarlo, ma è probabile che vi siano responsabilità di uomini inseriti nell’Eni e negli organi di sicurezza dello Stato. E ancora depistaggi, manipolazioni, soppressioni di prove e di documenti, pressioni che impediscono l’accertamento della verità.
Il 27 luglio 1993 dal “pentito” di mafia Gaetano Iannì giungono dichiarazioni importanti.

Secondo Iannì per l’eliminazione di Mattei ci fu un accordo tra non meglio identificati “americani” e Cosa nostra siciliana. A mettere una bomba sull’aereo di Mattei fuono alcuni uomini della famiglia mafiosa capeggiata da Giuseppe Di Cristina. Anche Tommaso Buscetta rivela che la mafia americana chiese a Cosa nostra il favore di eliminare Enrico Mattei “nell’interesse sostanziale delle maggiori compagnie petrolifere americane”. In Italia, poi, Mattei era un finanziatore della politica, nemico dei circoli economici e politici legati ai grandi interessi.
La certezza è che il presidente dell’ENI Enrico Mattei, il più potente manager di stato italiano viene uccisola sera del 27 ottobre 1962 insieme al pilota Irnerio Bertuzzi e al giornalista americano William Mc Hale. Parallelamente all’inchiesta amministrativa condotta dall’Aeronautica Militare, la Procura di Pavia apre un’inchiesta per i reati di omicidio pluriaggravato e disastro aviatorio. L’inchiesta militare si chiude rapidamente, nel marzo 1963, senza avere sostanzialmente accertato la causa dell’incidente; Pavia chiude le indagini penali il 7 febbraio 1966, accogliendo le richieste della procura e pronunciando sentenza “di non luogo a procedere perché i fatti non sussistono”. A ridare fiato alla vicenda sul finire degli anni Settanta sono un libro e un film. Il libro, scritto da Fulvio Bellini e Alessandro Previdi, è intitolato “L’assassinio di Enrico Mattei”. Il film è “Il caso Mattei” di Francesco Rosi.

Contemporaneamente Italo Mattei, fratello di Enrico, chiede che venga istituita una commissione parlamentare di inchiesta. Sono troppi i dubbi sull’incidente e inoltre la scomparsa di Mattei ha fatto comodo a troppe persone, in Italia e all’estero, dal momento che i suoi rapporti con i paesi del terzo mondo produttori di petrolio avevano urtato il cartello petrolifero delle sette sorelle. La riapertura delle indagini viene chiesta anche da una campagna stampa del settimanale “Le ore della settimana” e da una serie di interrogazioni parlamentari. L’interesse attorno alla misteriosa fine del “re del petrolio italiano” riceve nuovo impulso dalle indagini sulla scomparsa del giornalista dell’ “Ora” di Palermo Mauro De Mauro, il 16 settembre 1970. Una delle piste seguita dall’inchiesta sulla fine di De Mauro ipotizza infatti che il giornalista palermitano sia stato sequestrato e ucciso per aver scoperto qualcosa di molto importante circa la morte del presidente dell’E.N.I.: De Mauro aveva infatti ricevuto dal regista Rosi l’incarico di collaborare alla preparazione della sceneggiatura del film “Il caso Mattei”, ricostruendo gli ultimi due giorni di vita trascorsi dal presidente dell’E.N.I. in Sicilia.

L’indagine sulla scomparsa di De Mauro si conclude in un nulla di fatto, nonostante la richiesta di ulteriori investigazioni formulata dal GIP di Palermo ancora nel 1991. Il procedimento viene archiviato il 18 agosto 1992: De Mauro non poteva aver scoperto nulla di particolare intorno alla morte di Enrico Mattei, dal momento che la magistratura di Pavia aveva ritenuto del tutto accidentale la natura del disastro di Bascapè. Il 20 settembre 1994 il gip di Pavia autorizza la riapertura delle indagini nei confronti di ignoti. La riapertura era stata chiesta dalla procura pavese che, per competenza, aveva ricevuto dalla procura di Caltanisetta l’estratto delle dichiarazioni rese da un pentito di mafia. Il 5 novembre 1997 il pubblico ministero di Pavia Vincenzo Calia giunge a questa conclusione: “l’aereo, a bordo del quale viaggiavano Enrico Mattei, William Mc Hale e Inrneio Bertuzzi, venne dolosamente abbattuto nel cielo di Bascapè la sera del 27 ottobre 1962. Il mezzo utilizzato fu una limitata carica esplosiva, probabilmente innescata dal comando che abbassava il carrello e apriva i portelloni di chiusura dei loro alloggiamenti”. Di più non si riesce a scoprire e le domande rimangono. Enrico Mattei stava per spezzare la morsa costruita attorno a lui dal cartello petrolifero che escluse l’ENI dal mercato petrolifero internazionale, negandogli concessioni nei paesi produttori alla pari con le altre compagnie petrolifere. Mattei allora dichiarò guerra al sistema neocoloniale delle concessioni, offrendo ai paesi produttori un accordo rivoluzionario, il 75% dei profitti contro il 50% finora offerto dalle compagnie, e la qualificazione della forza lavoro locale. Il cartello reagì furiosamente, giungendo a rovesciare governi, come quello libico, che avevano accettato l’offerta e aperto all’ENI prospettive di grandi forniture. Nel 1962, quando si andava prospettando la soluzione della questione algerina, Mattei era riuscito ad aggirare il blocco.

Sostenendo il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), Mattei aveva ipotecato un trattamento preferenziale verso l’ENI dal futuro governo. Si pensava allora che l’Algeria possedesse, al confine con la Libia, le più vaste riserve di petrolio inesplorate del mondo. Parallelamente a Mattei si mosse De Gaulle, che decise di riconoscere l’indipendenza algerina. Come contropartita, la compagnia petrolifera francese ottenne gli stessi privilegi dell’ENI. L’ingresso trionfale dell’ENI sul mercato petrolifero era quindi quasi assicurato.

Non solo, l’Executive Intelligence Review, attraverso una ricostruzione minuziosa del caso Mattei, afferma che il presidente dell’Eni, alla fine, era riuscito ad aprire un dialogo con la Casa Bianca , nonostante la stampa internazionale avesse dipinto Mattei come un pericoloso sovversivo anti-americano. Mattei, per l’Eir, era riuscito a far capire alla nuova amministrazione Kennedy che tutto ciò che desiderava era essere trattato alla pari, che egli non ce l’aveva con l’America ma con i metodi coloniali applicati dalle “sette sorelle” del petrolio. L’amministrazione Kennedy accettò il dialogo e fece pressioni su una compagnia petrolifera, la Exxon , per concedere all’Eni dei diritti di sfruttamento. L’accordo sarebbe stato celebrato con la visita di Mattei a Washington, dove avrebbe incontrato Kennedy, e dal conferimento di una laurea honoris causa da parte di una prestigiosa università statunitense.

Alla vigilia di quel viaggio, il 27 ottobre 1962, Mattei fu assassinato. Un anno dopo, fu ucciso Kennedy. In un rapporto confidenziale del Foreign Office del 19 luglio 1962, si leggeva che “il Matteismo” era “potenzialmente molto pericoloso per tutte le compagnie petrolifere che operano nell’ambito della libera concorrenza (…). Non è un’esagerazione asserire che il successo della politica ‘Matteista’ rappresenta la distruzione del sistema libero petrolifero in tutto il mondo”. E quindi Mattei andava eliminato, in un modo o nell’altro.

Eufemia Giannetti

(Fonte Rinascita)

mercoledì 14 settembre 2011

22 ottobre 2011, Fiano Romano: "FERONIA: La divinità i luoghi di culto le sue liturgie"

"I tre incantesimi" - Dipinto allegorico di Franco Farina


FERONIA: La divinità i luoghi di culto le sue liturgie Sabato 22 ottobre 2011 · 16.00 - 20.00 Fiano Romano (ROMA) Sala Conferenze, Fiano Romano, Italy


Sala Conferenza del Castello Ducale di Fiano Romano (Roma)
22 ottobre 2011 dalle ore 16 alle ore 20, nella mattinata. Con inizio alle 10.30 sarà effettuata una visita, curata dal direttore archeologico Gianfranco Gazzetti, nell'area archeologica del LUCUS FERONIAE ubicato nel comune di Capena (Roma). La Visita e la conferenza sono aperte a tutti fino ad esaurimento posti.

Convegno
FERONIA: LA DIVINTA’ I LUOGHI DI CULTO E LE SUE LITURGIE

Gianfranco GAZZETTIi direttore archeologo presso la SABEM e Locus Ferroniae
Leonardo MAGINI conoscitore dei santuari laziali e dell’archeo-astronomia etrusca
Emanuela CHIAVARELLIi antropologa esperta di culti arcaici siderali uranici
Giovanni FEO profondo cultore del mondo etrusco
Luigi PELLINIi studioso delle tradizioni e delle religioni precristiane del Veneto
Federico GIZZI storico dell’arte esperto in storia antica dell’Urbe

Feronia, antica divinità centro italica legata all’affrancamento degli schiavi trova il suo culto in luoghi posti ai margini dei boschi, isolati dove sempre sgorga una sorgente di acqua. Divinità ctonia, per certi versi paredra di Pan, che come l’acqua sale dalle profondità della terra: divinità infera che ben incarna le dee femminili o la Grande Dea Madre Mediterranea, legata all’acqua, generatrici di vita e allo stesso modo al sottosuolo e così alla morte che tutto riassorbe incessantemente.
In questi ultimi anni molti studiosi si sono occupati di questa divinità legata alla negritudine e alla stregoneria, una dea che il cristianesimo ha cercato di far dimenticare, ma troppo diffuso fu il culto nel mondo romano e preromano e troppe tracce sono state lasciate dai suoi fedeli in molti santuari italici.
L’incontro vuole essere un confronto, di alto livello, fra studiosi accreditati che da anni studiano Feronia aprendoci nuove conoscenze di un culto che nei secoli si era perso e come un fiume carsico, sotterraneo riemerge alla luce del sole per poter conoscere la religiosità antica, riscoprendo le liturgie e i riti che ci riconducono all’essenza del sacro .

Curatrice della manifestazione: Giovanna Canzano

Per info. 338.3275925 - giovanna.canzano@yahoo.it