lunedì 7 settembre 2026

AFD. Un'altra Germania bussa alla porta...

 


Rimbalza ai 4 angoli dell’etere la notizia che viene dal Lander di SASSONIA (Sassonia-Anhalt): per la prima volta nella storia della democrazia tedesca post-guerra mondiale, una singola formazione politica – lo AFD, ovvero “Alternativa per la Germania” – raccoglie alle consultazioni elettorali una percentuale di voto che equivale quasi a metà dei votanti: il fatto è che nella cultura politica della Germania contemporanea nemmeno la CDU (centro cristiano-democratico equivalente della Dc italiana) ha raccolto tale risultato, su scala nazionale, ad una generazione dalla riunificazione. Ma a pensarci – questo è ancor più eclatante – nemmeno il NSDP nazista ha mai raccolto tale proporzione di voti, persino alle ultime elezioni (svoltesi non in un clima ordinario) del 1933. Un grattacapo vero e proprio: proviamo ad esporre alcune considerazioni lucide al netto di panico ed isterie (...).

A monte di tutto, ripetiamo che di un’elezione regionale si parla e il Lander in questione è demograficamente piccolo: un paio di milioni di abitanti appena, come a dire il 2,5% della popolazione della Repubblica federale. Regione dell’ex Germania orientale, storicamente feudo di correnti antitetiche al liberalismo occidentale (vetero-comunisti ed ultraconservatori). Detto questo, è altrettanto vero che il consenso elettorale all’AFD – già molto consistente nella precedente consultazione (oltre il 20% ossia il secondo partito) – si è di fatto RADDOPPIATO diventando una specie di “balena” tra i partiti, il che non è del tutto ordinario.

Considerando il tutto, si può concludere che è assai improbabile che si replichi un risultato del genere su scala nazionale (impossibile dire), quanto d’altra parte si deve riconoscere che si è di fronte ad un segnale e di quelli importanti: un messaggio che l’intera società sta esprimendo traverso i canali della democrazia consultiva (perché a giudicare dai risultati raggiunti è un partito di massa che tocca i gangli nevralgici di ogni strato sociale: anche la fascia istruita della pop., usualmente orientata in senso progressista, ha concesso circa il 30% del proprio voto, stando alle rilevazioni più specifiche, elemento che amplia il punto interrogativo). Se proprio si vuole una valutazione, l’AFD probabilmente raggiungerà alle prossime consultazioni di livello NAZIONALE un qualcosa che sta nella forbice 30-35%, che significa grossomodo 1/3 dei suffragi di tutta la Germania. STOP.

Fatte salve le considerazioni “tecniche” di flusso elettorale esposte sopra, ce n’è una assai più rilevante che concerne il principio: mi riferisco al principio democratico e dico questo... a favore dell’AFD (mi spiego). In queste ore la notizia del risultato elettorale sassone si è propagata come un piccolo sisma lungo la rete e altri mezzi di informazione per mezzo di titoli sensazionalistici ed articoli di fuoco, finalizzati ad esasperare le perplessità già presenti nell’opinione pubblica tedesca: questo rende da subito DIFFICILE affrontare la questione da parte dell’opinionista il quale si ritrova intrappolato tra due muri di fuoco, in un campo di opinioni polarizzato alle stelle che non permette ri ragionare. Responsabile di questo il sistema medesimo (complici i media) che sembra non puntare ad un confronto responsabile bensì fomentare l’isteria collettiva, la divisione. Ecco, la verità – pensa chi scrive – è che l’elemento più eclatante di queste elezioni regionali in Sassonia Anhalt, al di là del risultato che vediamo sugli schermi, è la REAZIONE ad esso: una reazione ai limiti del senso di responsabilità che vede la parte “moderata” evocare ed invocare faglie di divisione da guerra civile. Scenari apocalittici, frasario estremo, esternazioni senza più logica se non quella del panico: in breve le forze che si dicono “democratiche” vistesi sconfitte sul campo (per la prima volta), hanno cessato di essere democratiche, riversando un mare di ostilità tale da intaccare l’ordine costituito. Un capovolgimento bizzarro: vediamo una forza considerata estremista conquistare LEGALMENTE il governo di una regione, mentre le parti democratiche reagire ai limiti del lecito (invocare in primo luogo la messa al bando di AFD come formazione non conforme alla costituzione tedesca).

Su quest’ultimo punto verte il cuore della riflessione (leggere con attenzione da questo punto in avanti*).

Si deve rimanere delusi della reazione della democrazia di fronte al successo di AFD: rispondere con cieca intolleranza nei confronti dell’avversario vincente mostra purtroppo i limiti del sistema democratico tedesco (la facciata insomma) il quale incapace di fornire risposte ai problemi che affliggono la propria società allora non riesce a fare altro che replicare con l’intolleranza con il non accettare il risultato delle urne. Signori (in ascolto tutti, prego) : quando un partito – considerato estremista – raccoglie da solo quasi la metà dei consensi come accaduto in Sassonia è un chiaro messaggio che le cose non vanno, che vi sono profondi problemi in seno alla società di riferimento (e non si può bollare tutto come istigazione di una minoranza estremistica quando i suffragi sono pari al 44%, piaccia o meno). Non è possibile infischiarsene di un messaggio così potente, chiudendo occhi e orecchie, strillando che “è estremista ! E’ fascista “ : no, in questi casi occorre farsi un esame di coscienza molto serio, partendo dalla RIDEFINIZIONE degli stessi termini che si utilizzano. Mi riferisco in primissimo luogo agli appellativi che in modo scontato vengono attribuiti ad AFD (come se fosse una premessa data per certa): lo si definisce “estremista”, lo si definisce “nazista”...ma chi ha deciso tali definizioni ?

Il sistema post-bellico/europeista 1945-2025 ?! Se è così è solo una prospettiva delle cose che si impone come verità: AFD è “nazista” da un punto vista europeista/arcobaleno (se per questo lo sono anche io allora) se fosse vero dovremmo quindi concludere che il 44% degli elettori di Sassonia è estremista e nazista ? (irresponsabile crederlo e comoda via di fuga per giustificare la sconfitta elettorale). La verità è che quando una formazione politica raggiunge tali risultati non è più una cricca di estremisti, ma rappresenta il nerbo della società che piaccia o meno......un nerbo della società che soffre che ha bisogno di una sponda cui aggrapparsi e se nessuno gliela concede, allora la trova in AFD (oppure altro). Cosa occorre veramente è un DIALOGO con questo elettorato, che costituisce da solo quasi la metà della società ed il rifiuto porterà a peggiorare sensibilmente la situazione: (mi rivolgo qui da questo punto in avanti a tutti i miei lettori e conoscenti di fede progressista e/o comunista) una reazione intollerante nei confronti delle ansie di questo elettorato può mettere in moto una dinamica di scontro che non farà altro che facilitare quello che voi chiamate “ultradestra”.

Oggi vi lamentate del 44% di Afd in Sassonia ? Un domani... vi ritrovate un 40% su scala NAZIONALE, andando avanti così, con la logica del rifiuto totale: se volete realmente limitare Afd e partiti simili, allora cercate di capire anche i valori “conservatori” per una volta, rispettateli (perché come vedete il loro elettorato potenziale è enorme): il corteo antifascista e gli insulti non servono e si rifletteranno in altri risultati elettorali come quello visto.

Daniele Lanza



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