Come sicuramente saprete tutti, a Cuba è in corso l’allerta rossa.
Gli Stati Uniti stanno preparando il terreno per un’invasione dello Stato insulare. La macchina della propaganda anti-cubana è in piena attività. Una task force con portaerei statunitense si trova ora a distanza di tiro. Il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti continua a causare blackout a rotazione e gravi carenze. La settimana scorsa, il Ministro per l'Energia cubano ha dichiarato che il Paese non disponeva "assolutamente" di gasolio né di olio combustibile. “Non abbiamo più riserve”, ha detto.
La sceneggiatura è nota: un paese pacifico e sovrano, sotto assedio, viene dipinto come una minaccia. Al suo popolo viene negato il petrolio per via di un blocco (niente petrolio significa anche niente elettricità: tutto si ferma) e ciò viene presentato come prova del fallimento del governo socialista.
Cosa possiamo fare NOI come cittadini comuni?
Il CTC, il più grande sindacato di Cuba, ha lanciato un appello alle persone di buona volontà in tutto il mondo affinché si uniscano alla loro campagna “Cuba non è sola” e firmino una petizione globale per la pace e per la solidarietà con il popolo cubano.
Potete firmarla online qui: http://www.firmoporcuba.com
Ma soprattutto, potete raccogliere firme sui moduli (da stampare) qui: https://www.firmoporcuba.com/ print
La raccolta delle firme è particolarmente importante perché il gesto di firmare un foglio crea un coinvolgimento maggiore rispetto al semplice clic su una pagina web. Inoltre, il contatto diretto con una persona che difende la sovranità di Cuba risulta molto più efficace delle calunnie anticubane che si leggono sui mass media.
Se raccogliete delle firme (non importa se sono solo poche), il sindacato CTC vi chiede di inviarle in una busta all'ambasciata cubana. L'indirizzo è: Ambasciata di Cuba, Via Licinia 7, 00153 Roma.
La campagna “Cuba non è sola” ha due obiettivi: in primo luogo, mostra al popolo cubano che, di fatto, non è solo e ciò lo aiuta a sopportare le difficoltà causate dal blocco statunitense. In secondo luogo, sensibilizzare le persone – il maggior numero possibile – sul fatto che gli Stati Uniti stanno strangolando Cuba e potrebbero invaderla, faciliterà l'organizzazione di manifestazioni a favore di Cuba come quelle pro-palestinesi che hanno avuto tanto successo. Questo invierebbe un segnale a Trump - proprio come hanno fatto le manifestazioni pro-Palestina - ovvero, che il mondo lo sta osservando e si sta allontanando sempre più dagli Stati Uniti a causa delle aggressioni stellle-e-strisce contro Stati sovrani.
Patrick Boylan
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